CONFESSIONE DI FEDE DEI BATTISTI ITALIANI
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INTRODUZIONE AL TESTO di A. MILLI
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Accingendoci alla lettura di
questa confessione di fede la prima constatazione che possiamo fare
è quella relativa al termine "italiani" presente nel titolo. Da
ciò è possibile già intravedere che quelli che da
qui a poco si apriranno davanti ai nostri occhi non saranno enunciati
di verità teologiche assolute, ma sono già circoscritti a
livello nazionale.
Se poi entreremo ancor più nello specifico scopriremo,
precisamente nell'art.8, quella che è la concezione propriamente
battista della chiesa quale confessione congregazionalista: ovvero che
dà piena autonomia alle chiese locali le quali sono
gerarchicamente subordinate solamente alla Bibbia e al Signore il
quale, fornisce attraverso il Suo Spirito, tutti i doni necessari per
rispondere alla propria vocazione.
Tutte le chiese hanno pertanto pari dignità e sono libere di
unirsi ad altre chiese sorelle tanto da formare Associazioni o Unioni.
Una volta ultimata la lettura del testo possiamo suddividere glia
articoli che lo compone, 19 in tutto, in alcuni grandi blocchi:
1) Gli art. dal numero 1 al numero 5 nei quali vengono enunciati i
principi teologici propri del protestantesimo, i "sola" comuni a tutte
le confessioni evangeliche: "Sola Gratia, Solus Christus, Sola
Scriptura e Sola Fide" con i quali i protestanti ed i battisti nel caso
specifico affermano che l'opera di creazione, giudizio e salvezza del
mondo e di ogni singola persona sono da attribuirsi solamente alla
grazia del Signore attraverso il Suo Unigenito Figlio Gesù,
morto per il peccato dell'umanità e risorto per la
giustificazione dei credenti. Questo messaggio, contenuto nella Bibbia,
resa Parola di Dio attraverso lo Spirito Santo, può essere
accolta solamente per fede.
2) Gli art. dal numero 8 al numero 10 esprimono quella che è la
visione ecclesiologica dei battisti ovvero una comunità formata
da credenti uniti nell'unico corpo di Cristo. Tra questi articoli
riguardanti la chiesa il Battesimo occupa un posto di rilievo
poiché è proprio da questo che i battisti traggono il
loro nome. Caratteristica del battismo, infatti, è la negazione
del pedobattesimo in quanto non ritenuto Scritturalmente valido ma
impartito, dalla comunità, solamente agli adulti credenti dopo
loro espressa richiesta. Si riafferma inoltre che né il
battesimo né la cena del Signore sono sacramenti ma azioni con
le quali il credente nel primo caso partecipa alla morte del Signore e
rinasce a nuova vita per la potenza dello Spirito santo e nel secondo
caso è memoria dell'opera compiuta dal Signore e speranza del
suo e nel suo ritorno.
3) Gli articoli dal numero 11 a 13 riaffermano quello che Lutero
definì il "sacerdozio universale" ovvero il compito affidato ad
ogni credente di condividere l'Evangelo con i suoi contemporanei. Ogni
comunità viene infatti fornita, secondo i battisti, dei doni
necessari al suo mandato attraverso lo Spirito e quest'abbondanza di
doni si manifestano in una pluralità di ministeri non in
subordinazione fra loro ma in grado di concorrere insieme attivamente
alla vita della chiesa. Quest'ultima ha la missione di adempiere al
mandato affidatole da Cristo con forme diverse da luogo a luogo ma
sempre contraddistinte dall'amore per il prossimo.
4) Negli articoli dal numero 15 al numero 18 infine troviamo un'altra
concezione tipica delle chiese battiste che sin dalla loro nascita
hanno rivendicato una netta separazione tra i ruoli dello Stato e della
Chiesa pur tuttavia chiamando i singoli credenti all'impegno per la
ricerca della giustizia, della pace e della libertà
dell'umanità e dell'intera creazione con le scelte etiche che di
volta in volta questa ricerca comporta. Uno Stato non confessionale
permette inoltre la coesistenza e a volte l'integrazione fra Chiese
diverse sia in ambito cristiano ove si potrà, attraverso un
processo ecumenico, aspirare alla realizzazione di un'unità in
Cristo sia nel rispetto reciproco fra religioni diverse nel rispetto
dei diritti di libertà di tutti.
Posso concludere affermando che non vi sono in nessuna parte della
confessione affermazioni dogmatiche o principi teologici assoluti ma
indicazioni di carattere generale che permettono al lettore un
riscontro oggettivo delle affermazioni poste in essere con riferimenti
scritturali precisi.
Più che un "regolamento" interno questo testo ha un carattere
descrittivo generale, una "carta d'identità" dei battisti utile
quindi sia alle singole comunità locali per ritrovarsi con i
fratelli e le sorelle di fede su punti teologici comuni sia a chiunque
volesse, per qualsiasi motivo, approfondire la conoscenza di questa
realtà religiosa.
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ART. 1 - SOLA GRATIA
Dio compie l’opera di creazione,di giudizio e di salvezza del mondo e di ogni singola persona, per la sua sola grazia. |
ART. 2 - SOLUS CHRISTUS
Dio Padre compie la
Sua opera per mezzo del Suo Unigenito Figliolo Gesù Cristo,
Parola fatta uomo, morto sulla croce per il peccato
dell’umanità, risorto per la giustificazione dei credenti,
Signore e Salvatore del mondo. |
ART.3 - SOLA SCRIPTURA
La Bibbia è la
sola testimonianza autentica e normativa dell’opera di Dio per
mezzo di Gesù Cristo. In quanto lo Spirito Santo la rende Parola
di Dio, essa va studiata, onorata e obbedita. |
ART. 4 - LA NATURA UMANA
L’umanità,
estraniata da Dio e divisa al suo interno, nulla può operare
né sperare per la propria salvezza; Dio solo, Padre, Figlio e
Spirito Santo, compie per grazia la salvezza dell’umanità
e del mondo. |
ART. 5 - SOLA FIDE
La Parola di Dio,
incarnata in Gesù Cristo, testimoniata nella Bibbia ed
annunciata nella predicazione dell’Evangelo, può essere
accolta solo per fede. L’umanità peccatrice, ottiene per
fede, nel ravvedimento, la giustificazione e la riconciliazione. |
ART. 6 - LO SPIRITO SANTO
Lo Spirito Santo,
ispiratore dei profeti e degli apostoli, testimone della verità
e santificatore, dà ai credenti certezza della fedeltà di
Dio e si manifesta nei vari doni e nelle vocazioni al servizio del
Signore nella Chiesa e nel mondo intero. |
ART. 7 - IL DISCEPOLATO CRISTIANO
Quanti ascoltano ed
accolgono la Parola di Cristo sono chiamati a seguire il Signore come
discepoli. Questo itinerario comporta l’assunzione, per amore, di
gravi responsabilità storiche, mai esenti da contraddizioni e
pericolosi compromessi, ma sempre animati dalla speranza del regni di
Dio. |
ART. 8 - LA CHIESA
Ovunque i credenti
sono raccolti insieme alla Parola dell’Evangelo per ascoltarla
sempre di nuovo, per condividere la Cena del Signore, per coltivare il
vincolo dell’amore, per fare discepoli mediante
l’insegnamento ed il battesimo, là si individua la Chiesa
di Cristo, perché Egli é là in mezzo a loro.
Ciascuna Chiesa così raccolta si organizza in un luogo ed in un
tempo determinati secondo la Parola dell’Evangelo e sotto la sola
autorità di Cristo. Tutte le Chiese hanno davanti al Signore
pari dignità, tutte sono fornite dallo Spirito dei ministeri
atti a rispondere efficacemente alla loro vocazione e tutte sono
chiamate a coltivare l’unità dello Spirito con il vincolo
della pace. Noi crediamo che la Chiesa del Signore, così
determinatesi nella storia, é una in Cristo, santa nello
Spirito, apostolica nella sua derivazione e nella sua missione
universale nel suo orizzonte in virtù dell’Evangelo di cui
vive ed annunzia. |
ART. 9 - IL BATTESIMO
Il battesimo
nell’acqua di quanti confessano la fede è il primo atto di
obbedienza del cristiano. Esso é amministrato dalla Chiesa nel
nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. In virtù del
battesimo nello Spirito, che rende efficace quello dell’acqua, i
credenti nascono a nuova vita e sono uniti nel Corpo di Cristo. |
ART. 10 - LA CENA DEL SIGNORE
La Cena del Signore,
che noi, uniti nell’unico Corpo di Cristo, facciamo condividendo
pane e vino, è memoria dell’opera compiuta dal signore per
la nostra salvezza ed é predicazione della sua morte per noi
fino al giorno in cui il Signore risorto venga. Il Signore ci invita a
mangiare il pane e bere il vino per riaffermare nel presente
l’impegno che ci unisce e la promessa del tempo quando Egli
raccoglierà i suoi nel banchetto dei nuovi cieli e della nuova
terra. |
ART. 11 - IL SACERDOZIO UNIVERSALE DEI CREDENTI
Gesù Cristo
é l’unico mediatore tra Dio e l’umanità. Le
discepole ed i discepoli di Cristo hanno accesso a Dio solo per mezzo
di Lui. Il compito ad essi affidato dal Signore di condividere coi loro
contemporanei l’Evangelo, li costituisce messaggeri autorevoli
della Parola del Signore |
ART. 12 - I MINISTERI
Al fine di dotare la
Chiesa dei doni necessari per essere corpo vivo del Cristo, lo Spirito
Santo chiama credenti diversi per adempiere i vari ministeri. Noi
riconosciamo che oggi essi si configurano in primo luogo come ministeri
della proclamazione evangelica, dell’ammaestramento biblico e
teologico, dal governo della Chiesa, del servizio nella Chiesa e nel
mondo; ma siamo anche pronti a riconoscere ogni altro dono che lo
Spirito susciti nella Chiesa. I ministri non stanno tra loro in
subordinazione gerarchica, ma in rapporto organico; tutti, e ciascuno
per parte sua, concorrono alla vita della Chiesa. |
ART. 13 - LA MISSIONE DELLA CHIESA
La Chiesa é
chiamata ad attuare il mandato di Cristo. Essa, dunque, ha il compito
di predicare l’Evangelo del regno che viene, impegnarsi nella
guarigione dei malati e nell’emancipazione degli oppressi. La
testimonianza comunitaria all’amore, che Dio ha per tutto il
mondo, diventa credibile allorquando é pratica dell’amore
che si manifesta nel reciproco aiuto, nella riconciliazione e nella
pace. |
ART. 14 - L’ETICA
Le decisioni etiche
che qualificano il discepolato cristiano vanno prese in virtù
della forza dell’amore manifestatosi in Cristo e con
responsabilità verso Dio, verso le persone e verso il creato.
Tali decisioni sono ispirate ed orientate dalla Parola di Dio e si
traducono in comportamenti ora conformi ai valori comunemente
riconosciuti, ora dirompenti ed innovatori. |
ART. 15 - LA RICONCILIAZIONE
L’impegno delle
Chiese battiste é volto a promuovere la riconciliazione con Dio
e fra gli esseri umani. Nel nostro tempo ci sentiamo chiamati
all’impegno per la giustizia, la pace, la libertà, il
rispetto dei diritti dell’umanità e dell’intera
creazione. |
ART. 16 - CHIESA E STATO
Noi crediamo che
l’autorità stabilita da Dio é ordinata alla
convivenza pacifica, delibera e giusta dei singoli e dei popoli. Noi
riconosciamo che lo Stato democratico moderno, pur nelle contraddizioni
che sono proprie di tutte le strutture umane, conserva elementi
inequivoci dell’opera di redenzione di Dio nella storia. Il ruolo
della Chiesa di Cristo, distinto e separato da quello dello Stato,
consiste nel perseguire la propria missione ora in coordinazione, con
gli elementi dello Stato ora in contestazione delle sue degenerazioni
che limitano la libertà e corrompono la giustizia. |
ART. 17 - ECUMENISMO
La Chiesa é
una in Cristo. Il Signore ci chiama a realizzare in modo visibile
questa unità. Pertanto siamo chiamati a lavorare perché
le divisioni che permangono tra le Chiese siano abolite in spirito di
preghiera, nell’ascolto comune della Parola del Signore, mediante
il confronto fraterno. Confidiamo che l’impegno ecumenico che si
produce tra Chiese evangeliche affini, lungi dall’escludere
rapporti più problematici con altre Chiese, prepara la strada al
pieno riconoscimento reciproco fra le Chiese che é al tempo
stesso salvaguardia delle specificità di ciascuno e cammino
verso il giorno in cui Dio sarà tutto e in tutti. |
ART. 18 - LA RELIGIONE E LE RELIGIONI
La religione é
l’attività universale e molteplice atta a coltivare il
rapporto con ciò che si ritiene trascendere la realtà
mondana in tutte le sue dimensioni. Essa, come opera umana, é
sotto il giudizio di Dio. Perciò, nell’attuare la nostra
vocazione ad annunciare l’evangelo della grazia di Dio in Cristo,
non é nostro compito giudicare, ma rispettare le espressioni
religiose di ciascuno e vigilare sui diritti di libertà di tutti. |
ART. 19 - LA SPERANZA CRISTIANAA
Il Signore
Gesù Cristo, secondo la sua promessa, tornerà a
raccogliere la sua Chiesa, a giudicare il mondo, a sconfiggere la morte
mediante la resurrezione e a stabilire il suo Regno. Nuovi
cieli e nuova terra aspettano i redenti. |
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